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Diario


5 dicembre 2007

Si AMA VERAMENtE SOLO NEL RiCORDO

 E' un pò che non scrivo, forse per paura di guardare in faccia la realtà, o forse solamente per mancanza di voglia. Questo ultimo periodo è stato uno dei peggiori della mia vita, è morto un mio amico, mi sono lasciata con il mio ragazzo ed i miei mal di stomaco sono diventati gastrite.
Non so più che pensare della vita, mi sento cadere il mondo addosso, sento che niente ha più importanza ormai, basta uscire di casa e non esserci più.
Tra lassativi, valium e naturalmente vomitare la mia vita va avanti con quale scopo poi!?!? Farmi del male? Bho.
A volte mi sento pazza e incompresa, sono io quella pazza o sono io l'unica "normale"?
Ma poi cosa vuol dire essere normali? Seguire il mondo e non la propria testa?
Troppa confusione nella mia mente, mi sento lacerata nel cuore oltre che allo stomaco!
"Siamo addormentati nel cuore" la nostra è una generazione fredda e senza valori morali, ci interassa solo di noi stessi.
Una persona una volta mi disse che "tutti i sentimenti hanno come base l'egoismo, ed è giusto che sia così", ci ho pensato molto a questa frase ed in fondo credo che sia vera. Noi amiamo e di conseguenza stiamo meglio.

Zio koda se ne è andato, l'ultima cosa che pensavo ero io. Non credevo fosse possibile che a 16 anni avrei potuto conoscere la morte, non credevo fosse possibile, perché lui? perché? Dov'è ora?
Ieri al funerale, il prete parlava di lui, lui non lo conosceva bene come lo avremmo potuto conoscere noi, lui diceva una marea di stronzate su si te, amico mio, io ti immaginavo seduto sopra la madonna a ridere fumando e bevendo un bottiglia di vino, sì, questo eri tu, e non il "ragazzo dell'oratorio".
Vorrei pensare solo che se ti penso tu sei seduto di fiaco a me, e se immagino che tu mi prenda la mano, tu me la stringa forte.
Tu come un maestoso bruco piano piano hai messo le ali, non sei andato via, sei sempre con noi, solo che noi non ti vediamo, e quando un giorno metteremo le ali ti ritroveremo e rideremo di tutto questo.
Ti vogliamo bene e te ne vorremmo per sempre.
SENZA Di tE è tUttO iNUtiLE E tRiStE COME LA BiRRA SENZ'ALCOOL...Si AMA VERAMENtE SOLO NEL RiCORDO...Grazie e Basta!     le tue zie




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15 novembre 2007

....

é un pò che non scrivo e non so nemmeno io il "perchè", forse non ho avevo molto tempo, o forse semplicemente non mi andava di dire che sto seriamente male. Mah...





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10 ottobre 2007

GENETICA

La vita è strana, un giorno ti sorride e l'altro ti tira un cazzotto in faccia.
Sono una persona semplice alla fine, ma in questo momento mi sento confusa, non mi sento più me stessa.
Ormai compio il mio "rito quotidiano" tutti i giorni e nessuno si è accorto ancora di nulla. Fumo davvero troppo e purtroppo per me non riesco a provare degl'antidepressivi in casa.
Oggi ho parlato con una ragazza e mi ha confessato di essere stata anche lei bulica, e drogata di anfetamine. Non dico che mi abbia fatto piacere, mi ha fatto stare male, però parlarne con una persona che c'è passata è, tra vigolette, un senso di protezione, non saprei come altro descriverlo.
Ormai per me la vita non ha più senso, non vedo piùle gioie che vedevo una volta, non vedo più lo stesso stimolo ad uscire con le mie amiche, con il mio ragazzo, non ho più nemmeno lo stimolo pr vivere. La mia unica neccessità è vomitare (e sex and the city).
Forse a me non è stata concessa una vita normale.
Ho un ricordo, avrò avuto si e no 5 anni, io e mia madre stavamo pranzando e quando finimmo mia madre se ne scappò in bagno, io piccola e inconsapevole della vita andai dietro di lei, da quella fessura veddi mia madre in ginocchio che vomitava e dai cardini sentivo i suoi lamenti. Non so come, e non so perché, ma ho questo vago ricordo serrato in una delle parti più buie della mia memeria. A questo punto mi chiedo: la bulimia e l'anoressia oltre ad essere un fattore psicologico posso essere anche un qualcosa di "genetico"?





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7 ottobre 2007

fORSE

Forse pazzia,
forse solamente un'incompressione,
forse la ricerca di un qualcosa che non avrò mai,
forse solamente io,
piccola in un mondo immenso,
mi sento oppressa dallo stile di vita veloce che il mondo vuole che teniamo,
mi posso sentire sola anche in una "marea" doi gente.
Com'è possibile, che io, piccola e infesa possa farmi così tanto male?

Nell'ultimo periodo ho vomitato poco, anche perché mangiavo poco,
sono confusa, non capisco più cosa voglio.
A volte sogno di tornare bambina, giocare spensierata nell'erba e fregarmene di tutto quello che mi circonda. Vorrei riavere quell'innocenza che solo loro hanno, che a volte ti viene rubata per l'esigenza di crescere. Mi fermo un attimo, guardo i bambini giocare, rotolarsi nel fango ed i miei occhi sono strabigliati, com'è possibile che io tutto quello melo sono persa?  Il mondo ti vuole forte, ma tutto è fragile.
Mi sento vuota.




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7 ottobre 2007

GRAZIE

Volevo ringraziarvi, ho apprezzato molto i commenti lasciati e solo ora sono consapevole di come altre ragazze possano star male per i problemi alimentari. Dobbiamo essere forti, cercare di guardare avanti e solo così potremmo vedere uno spiraglio di luce.





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23 settembre 2007

ICE CREAM

Bisognerebbe mangiare per vivere, ma ci sono anche persone che vivono per cibarsi, io non credo di appartenere a nessuna di queste categorie, io vivo per star male mangiando. Qualche giorno fa' un nuovo elettromestico ha varcato casa mia, una gelatiera. I miei come bravi apprendisti gelatieri si sono cimentati a vari gelati, alla vaniglia, alla crema ... Io non riuscivo a resistere a tutto quello, era più forte di me! Dovevo mangiarlo. Buonissimo aggiungerei, ma appena finito i sensi di colpa si facevano sempre più imponenti su di me. Dovevo vomitare... bevvi un litro di acqua e poi in bagno... c'era mia madre in casa così decisi di optare per una cosa nuova, vomitare nella doccia, così che non sentisse. L'acqua scorreva ed io chinata sulle ginocchia vicino allo scarico. Tutto cio' per espellere quello che avevo ingerito. Per come una droga, per me come rito quotidiano, per me ormai da troppo, per me, questa sono io. Non sò più cosa fare, sono circondata da persone che mi vogliono bene e mi dicono "smetti" ma non semplice cazzo! La mia giornata è fatta così, di nicotina, caffeina, valium quando e ne trova e vomito. Questa è la mia vita. 




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11 settembre 2007

...

VOGLIO VIVEREEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!




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11 settembre 2007

Cos'è?

Molte persone magari non sanno bene che cosa sia davvero la bulimia, sinceramente nemmeno io lo sapevo fino a qualche tempo fa ecco cercherò di metterlo nelle parole più semplici possibili. Perchè le persone vanno istruite, bulimia, anoressia e binge sono classificate malattie e molte ragazze ne soffrono. Ragazze, sembra forse la pubblicità di qualche marcha di sigarette, ma non iniziate!



Che cos'è la bulimia ?


La bulimia, o con un termine più tecnico la bulimia nervosa, è un disturbo alimentare caratterizzato da episodi di abbuffate seguiti di solito da comportamenti compensatori. Le abbuffate consistono tipicamente nel mangiare grandi quantità di cibo, spesso ad alto contenuto calorico. In genere questo viene fatto in segreto e può continuare per anni senza che gli altri se ne accorgano. Il comportamento compensatorio utilizzato più frequentemente è il vomito autoindotto, ma possono esservi anche abuso di lassativi e di diuretici, digiuno e attività fisica eccessiva.

Lo scopo di questo comportamento è di "neutralizzare" l'abbuffata. È un tentativo di alleviare il senso di colpa provocato dall'abbuffata e di minimizzare ogni aumento di peso che si potrebbe verificare di conseguenza. Il comportamento compensatorio probabilmente è più distruttivo dell'abbuffata per due ragioni. In primo luogo, ha un maggior numero di pericoli fisici e medici. In secondo luogo, tale comportamento aiuta a legittimare l'abbuffata; cioè il comportamento compensatorio, neutralizzando l'abbuffata, aumenta la probabilità che questa in futuro si verifichi di nuovo.

La gamma dei comportamenti può variare di molto da persona a persona. Mentre alcune delle pazienti si abbuffano e ricorrono a questi comportamenti di compenso parecchie volte al giorno, altre lo fanno solo saltuariamente. Varia anche ciò che si intende per abbuffata. Per una persona l'abbuffata potrebbe equivalere a cinquemila calorie di cibi dolci, mentre per l'altra potrebbe voler dire mangiare qualsiasi cibo che non sia a basso contenuto calorico. Allo stesso modo anche il comportamento compensatorio può presentarsi sotto parecchie forme. Sebbene la maggior parte delle persone bulimiche si autoinduca il vomito, alcune vomitano raramente o non vomitano mai. Altre possono combinare più metodi di compenso, il vomito e l'abuso di lassativi o il digiuno, l'attività fisica eccessiva e l'abuso di diuretici.

La bulimia non assomiglia molto all'alcolismo o alla tossicodipendenza ?

Si e no. Assomiglia all'alcolismo e alla tossicodipendenza in quanto si introduce nel corpo una sostanza nel tentativo di gestire in maniera indiretta i problemi della vita. È simile in quanto può aggravarsi con il peggiorare della depressione ed è anche causa di depressione; è simile in quanto crea problemi fisici e psicologici; ed è simile in quanto con il tempo diventa un problema più grave ed è difficile se non impossibile venirne fuori senza l'aiuto di un professionista.

La bulimia è anche piuttosto diversa dall'alcolismo e dalla tossicodipendenza. Non è una dipendenza. Gli alcolisti e alcuni tossicodipendenti non superano il loro disturbo anche se si ristabiliscono e non fanno uso di alcol o altre droghe. Spesso la gente pensa all'alcolismo in questi termini: "Una volta alcolista, sempre alcolista". Non è la stessa cosa per la bulimia. Studi recenti sul trattamento e le stesse esperienze cliniche indicano che i soggetti bulimici guariscono. La bulimia si differenzia anche per il fatto che l'alcolista può vivere senza alcol e il tossicodipendente senza droghe, mentre la persona bulimica non può vivere senza cibo.

Infine, alcuni soggetti bulimici hanno problemi di alcol e droga. La stessa depressione che alimenta il disturbo alimentare può portare all'abuso di alcol e droga. Anche la difficoltà nel controllo degli impulsi, che contribuisce a sviluppare e a mantenere la bulimia, rende ugualmente facile fare esperienza e abusare di alcol e droghe.

Se la bulimica abusa di alcol e droghe, questo problema deve essere trattato "prima" di quello alimentare.


Perché si sviluppa la bulimia ? Da dove nasce ? Come comincia ?

La bulimia comincia quasi sempre con una dieta o almeno con il desiderio di perdere peso. Il soggetto di solito ha tentato di tutto per dimagrire e allora si sente senza speranza. Pensa che se solo riuscisse a diminuire di peso sarebbe più felice e in grado di realizzare molto di più nella propria vita. Qualche volta scopre per caso l'abbuffata e il comportamento compensatorio; cioè è possibile che vomiti spontaneamente dopo mangiato. Oppure può aver sentito da un'amica di "questo grande sistema per mangiare tutto quello che si vuole e tuttavia perdere peso". Oppure può averlo imparato dalla televisione o dalla stampa. Ironia della sorte, molte bulimiche riferiscono di aver appreso delle tecniche compensatorie da programmi televisivi e articoli di riviste, designati per informare e avvertire il pubblico sui pericoli della bulimia.

Indipendentemente dalla fonte dell'idea, la maggior parte delle bulimiche non intende ricorrere alle abbuffate e ai comportamenti compensatori con sistematicità; crede di poter controllare queste condotte. Purtroppo, gli individui disposti a provare le abbuffate e i metodi di compenso di solito sono quelli meno in grado di controllare questi comportamenti. Ad ogni episodio di abbuffata, con la pratica e il rinforzo queste condotte si consolidano. Cioè, ogni volta che la persona si abbuffa e si purga, tali condotte rimangono "impresse dentro" e diventano risposte più probabili a situazioni future. In aggiunta, abbuffate e comportamenti compensatori aiutano la persona a sentirsi meglio temporaneamente in quanto riducono l'ansia e la paura. Questo aspetto di riduzione della tensione tipico della bulimia tende anche a far aumentare la probabilità delle ricadute. Infine, diventa più facile per l'individuo razionalizzare queste condotte, ossia diventa più facile giustificarle. Agli inizi la bulimia doveva essere un esperimento cui si ricorreva raramente come forma di aiuto per gestire il peso. Tuttavia con la pratica, la riduzione della tensione e la razionalizzazione, questa diventa in breve una compulsione usata di frequente e che rimane fuori dal controllo dell'individuo.

La bulimia è legata a fattori familiari, sociali e psicologici. Inoltre possono giocare un ruolo anche fattori di tipo biologico, quali la predisposizione alla depressione. I fattori familiari, sociali e biologici preparano il terreno per lo sviluppo della bulimia e una volta preparato, le caratteristiche psicologiche, o più specificatamente di personalità, dell'individuo sono il fattore determinante.

Una nota finale su ciò che la bulimia è e da dove deriva riguarda la questione del controllo. Le bulimiche sono individui che tipicamente non sentono di avere il controllo dell'alimentazione, i sentimenti o la vita. Sotto molti aspetti la bulimia contribuisce a questa sensazione, ma viene anche usata per gestire i sentimenti e ripristinare un senso di controllo. Per esempio: quando le bulimiche si sentono fuori controllo, sono propense ad abbuffarsi e purgarsi. Con l'abbuffata e il comportamento compensatorio, possono sentirsi temporaneamente il ripristino del senso di controllo. Cioè, spesso sono molto tese e in ansia prima di abbuffarsi e purgarsi; l'atto di abbuffarsi e purgarsi può allentare un pó di quella tensione, aiutandole a sentirsi più rilassate e in controllo. Paradossalmente, abbuffarsi e purgarsi può farle sentire maggiormente fuori controllo, tuttavia, sotto un altro punto di vista, la prevedibilità (certezza) dell'abbuffata e del comportamenteo compensatorio può aiutarle a sentirsi in controllo, perché almeno sanno cosa aspettarsi.

La questione del controllo è piuttosto complessa e spesso paradossale, talvolta al punto da poter apparire contraddittoria. La sua comprensione è però fondamentale se volete veramente capire la bulimia, com'è e come viene usata dalla vostra amica o familiare.

Com'è la depressione per la bulimica ?

Anche se meno probabile che lo lasci trasparire, la bulimica depressa non è molto diversa da chi è depresso e non bulimico. È infelice nei confronti di se stessa e della sua vita e si sente impotente riguardo alla possibilità di cambiare questa situazione. Di  conseguenza è portata a sentirsi inadeguata e inferiore. Sebbene la depressione sia un'emozione, essa coinvolge più che la sola parte emotiva della persona. Da un punto di vista comportamentale lei tenderà ad isolarsi socialmente. Infatti ci sarà probabilmente una riduzione generale delle attività, con le sole eccezioni forse dell'alimentazione e del sonno. Con la depressione non solo viene ridotta la quantità dell'attività, ma tende a calare anche la qualità dell'esecuzione. I pensieri hanno la tendenza ad essere ossessivi, confusi e negativi, e vi è diminuzione della concentrazione.






permalink | inviato da MYA il 11/9/2007 alle 20:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


11 settembre 2007

FAME D'AMORE

Fame d'amore? Forse.
So solo che per me è diventata un dipendenza, dopo un anno e mezzo di continui "gesti quotiniani" e ore ed ore in palestra per smaltire una pasta al pomodoro sono stanca. Ho provato a smettere, ma è come la nicotina, il tuo fisico ne ha bisogno. Per gli altri è facile dire: "Mangia", "sei magrissima, perchè vuoi dimagrire"; per me no. Io mi vedo allo specchio e mi vedo enorme, mi vedo orribile, a volte nemmeno mi vedo; vedo solo un'immagne che traspere ed io penso: "come ho fatto a ridurmi così?" Cerco solo stabilità nella mia vita diavolo!
A volte cerco di pensare quale è stato il motivo a portarmi a fare tutto questo, non trovo più risposte alle mie domande ormai. Cerco di convircermi che forse sia stato per il divorzio dei miei, magari per il secondo matrimonio di mia madre, o magari per quell'immagine trovata sfogliando un giornale di moda e lì, bellissime (almeno per me) corpi scheletrici che malapena stavano in piedi.
Riuscirò mai ad assaporare la vita per quello che è non pensando al mio corpo?




permalink | inviato da MYA il 11/9/2007 alle 20:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


9 settembre 2007

A SPESA CON UNA BULIMICA

Sabato, come ogni persona di questo pianeta sono andata a fare la spesa. Le mie prime cose ad entrare nel carello sono state frutta e verdurine varie, stavo andando verso la cassa e davanti a me trovo porcherie di ogni genere che variano dal cioccolato alle patine, è stato più forte di me. Dovevo mangiare. Tornata a casa ero titubante sulla situazione, ma non potevo sprecare tutto quello. Ho mangiato e dopo litri di acqua mi sono chiusa in bagno. Quando il mio rito quotidiano si era concluso mi guardai allo specchio, per lo sforzo mi si era rotto un capillare nell'occhio.





permalink | inviato da MYA il 9/9/2007 alle 20:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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